Incontri clandestini, incontri regolari: importante è il sentimento!

Un B&B in cui l'amore, clandestino o meno, non è mai peccato!

In un tempo improntato al narcisismo individualista (Cristopher Lash- L'io minimo) ci siamo posti l'obiettivo di creare un luogo dedicato all'ascolto, alla cura reciproca. Un luogo in cui i sentimenti possano essere teneramente coltivati attraverso una conversazione in giardino, una buona lettura condivisa, una passeggiata presso il laghetto del palino, una camminata lungo il percorso della via Francigena. 

Il luogo logisticamente ben si presta: appartato nel verde, ma, nello stesso tempo, vicino al casello autostadale dell'A15. Avvolto in un'aurea di romanticismo derivante dall'ambiente finemente curato nei dettagli, con un'anima che aiuta a sentirsi quasi a casa non in un  Hotel o in una qualsiasi altra  asettica, sia pur elegante, struttura. Il  nostro B&B, l'Eremo Gioioso, nel nostro intendimento, si rivitalizza ogni giorno attraverso la presenza di ospiti dotati della capacità di provare sentimenti veri. E di trasmetterli. Vengono single, gruppi, camminatori che amano l'ambiente, la natura. Vengono coppie giovani, altre più datate, tutti con un unico comune denominatore: un'anima viva. Talvolta tumultuosa, agitata dalle passioni. Talaltra tenera, ricettacolo di pacate sensazioni. Un'anima che puoi interpretare dagli sguardi, dall'espressione del viso, dalle attenzioni che si rivolgono l'un l'altro, quando in coppia. Non di rado dai loro stessi racconti. Per le coppie talvolta accade che il loro amore, per motivi vari, possa sopravvivere solo in uno spazio a margine della vita ordinaria, un luogo in cui il tempo sembri sospeso per permettere alla loro fantasia di dispiegarsi nel sogno di una felicità, forse solo temporanea ma pur sempre vera. Si tratta di coppie che, malgrado ormai la condizione sia diffusa, una sorta di moralismo provinciale, quello stigmatizzato da De Andrè (Una storia sbagliata:...Storia diversa per gente normale storia comune per gente speciale), continua a bollare come irregolari,  coppie clandestine . In un mondo meno attento alle forme e più alla sostanza molte di queste coppie, al contrario di tante fra quelle definite regolari, potrebbero essere qualificate come "felici", anche se alcune solo "temporaneamente felici". Coppie unite in un sentimento forte, autentico, non, o forse solo non ancora, appannato. Non di rado un sentimento appassionato. Mai tenute assieme da piccoli calcoli, convenienze o ancor peggio da un rapporto mercificato creatosi attraverso la corresponsione di denaro. Vorrei essere chiaro questo non è un luogo per  rapporti mercenari . Non siamo moralisti ma li avvertiremmo come una profanazione. Detto in parole povere: questo non è l'ambiente adatto. Crediamo che il  sesso sia un aspetto fra i più piacevoli nell'umana esistenza ma, quando privo di qualsiasi legame col sentimento, si volgarizza. Imbruttisce. Almeno questo è il nostro parere. Pertanto siamo felici nel poter offrire uno spazio in cui coltivare stati d'animo che poi si possono esplicitare anche attraverso il linguaggio del corpo. Non altrettanto lo saremmo se il nostro dovesse essere vissuto solo come un luogo per performance ginniche. Non siamo il luogo più adatto. Detto in parole semplici: .non siamo un  albergo a ore . Questo è un posto accogliente, pulito, per persone in cerca di uno spazio in cui, eventualmente, il corpo è utile solo a dar voce ai sentimenti. Come, del resto ogni altra struttura ricettiva, accogliamo anche i protagonisti di amori contrastati, amori che per esprimersi hanno bisogno di uno spazio proprio, lontano da occhi e orecchie indiscrete. Peraltro, legittimata da un contratto, da un sacramento o soltanto da una reciproca promessa, l'importante in una coppia è quella voglia di donarsi reciprocamente che non ha nella carnalità il suo fondamento ma, in essa, cerca giustamente conferme e, con essa, sigilla promesse vere nel momento in cui vengono pronunciate, anche se non sempre riescono ad avere una vita tanto lunga quanto quella ipotizzata in quei poetici frangenti.

E in questi anni ne abbiamo visti tanti amori.  Coppie sposate , coppie conviventi senza figli, con figli. Uno di questi, Riccardo, sentendo cantare un gallo e riconoscendone il suono, simile a quello che, sintetizzato, usciva dall'ordigno di produzione cinese che ogni mattina aveva il compito di svegliarlo, con una naturalezza che ancora mi emoziona, spalancò gli occhi ed esclamò:- mamma, la sveglia naturale!- Mamme felici. Padri felici. Mariti e mogli felici, soddisfatti della propria condizione. Ma abbiamo visto anche  coppie clandestine , giovani con amori genitorialmente contrastati, mogli e mariti ingrigiti in casa e pirotecnici fuori dalle mura domestiche, anziani in cerca di tardivi risarcimenti. E' stato un po' come osservare queste tormente sentimentali attraverso un caleidoscopio, spesso, grazie al rapporto venutosi a creare, in simultanea con le narrazioni dei suoi protagonisti. Un metalmeccanico di Parma, bello, giovane, aitante che, in realtà, non aveva nulla da nascondere ma, innamorato di una intelligente ragazza spezzina afflitta da una leggera disabilità, non sopportava quelli che, a suo dire, erano i commenti, talvolta espressi ad alta voce, in merito ad una coppia che, se analizzata con il solo criterio estetico, poteva apparire male assortita. Un navigante, amante di una farmacista che, come diceva lei, rischiava di soffocare nella condivisione lavorativa con un marito prodigo nel vendere il viagra senza però mai assumerlo malgrado avesse evidenza di quanto avrebbe potuto giovargli. Questi, ad essere sincero, li ho anche un po' invidiati. Lui sbarcava in un porto vicino una volta al mese ed in un paio di giorni il viso della farmacista cambiava espressione. Arrivava, cupa, tesa, preoccupata e se ne andava poi, risarcita appieno della passata astinenza, profumando l'aria con un sorriso dolce, rilassato, rivolgendoci un :- ci rivediamo presto.- scrutando contemporaneamente il viso del suo amante per cogliervi un segno di assenso in grado di rassicurarla. Ci sono stati poi due quasi ottuagenari che ancora avevano cose da dirsi in merito ad un amore interrotto bruscamente quando di anni ne avevano venti. Da allora, così almeno mi hanno detto, dopo una pausa di 6 anni trascorsi in assoluta fedeltà con i loro rispettivi coniugi, hanno ricominciato a vedersi una volta al mese. Ora trascorrono ore a sorseggiare te ed a parlare in giardino. Non credo che facciano solo quello ma è bello osservare come l'amore sia una inesauribile fonte di ispirazione anche per chi, come il protagonista maschile di questa singolare vicenda, nella quotidianità, sembrerebbe essere estremamente parco di parole. Un giorno forse raccoglierò tutte queste storie in un libro di cui ho già scelto il titolo, mutuato da una canzone di Paolo Conte: “io sto a guardar la tua felicità, mi chiedo quanto durerà”. Anche se lo so. Per tanti che ancor oggi vengono a trovarmi nel B&B che è stato rifugio per i loro incontri clandestini, l'amore è maturato, la passione ha fatto spazio a sentimenti più teneri, delicati. Altri non hanno resistito alla routine. Altri ancora continuano a venire, ritenendo, forse a ragione, che una condizione di clandestinità cristallizzata rappresenti la miglior garanzia per una durata del rapporto. Conclusione: l'amore non ha ricette. A ognuno si presenta in forma diversa e, legale o clandestino, l'importante è che sia un sentimento vero.




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