In Lunigiana un borgo incantato

Un Lunigianese interessante: Gino Fogola

Gino Fologa. Non ho gli strumenti necessari per giudicare se la sua sia arte oppure no. Posso però affermare di essere felice di averlo conosciuto personalmente. Quando mi sono presentato mi ha amabilmente invitato in casa dedicando un'ora del suo tempo alle mie curiosità. Del resto Gino è padrone del suo tempo. Ha deciso lui di liberarlo. Con una saggezza che appartiene a pochi mi ha detto:- quando ho capito che avrei avuto di che vivere, non senza essermi prima consultato con mia moglie, ho smesso di lavorare. Ho venduto l'attività che avevo intrapreso con discreto successo, abbandonando pentole e fornelli per impadronirmi interamente del mio tempo. Ora faccio lunghe passeggiate nei boschi, raccolgo funghi quando ce ne sono e mi dedico al mio hobby: la scultura in legno-. Ed osservare la disinvolta agilità di questo ultrasettantenne, il suo sguardo sereno e, nello stesso tempo, vivace, ascoltarne l'eloquio secco, asciutto ma efficace, ha fatto riaffiorare alla mia memoria un modello appreso in malcondotti studi liceali. Mi è infatti sembrato chiaro che Gino Fologa, probabilmente a sua insaputa, possiede una saggezza che affonda le sue radici nel pensiero filosofico greco. Quello che attribuiva un senso negativo ad ogni smisuratezza, rendendo invece omaggio al senso della misura. Misurate le sue scelte di vita. Misurato il modo in cui ne parla. E quando ti racconta lo svolgersi della sua esistenza tende ad avvolgere tutto in una patina di normalità. E' normale per lui aver fatto il manovale da giovane e, sulla base dei saperi carpiti osservando i muratori esperti, dopo aver cambiato mestiere, essersi costruito un edificio complesso, (Bar, Ristorante e Albergo) utilizzando le proprie ferie ed avvalendosi di saltuari apporti solo per quei lavori che necessitavano dell'impiego di più uomini o di competenze veramente specialistiche. E' normale per lui, aver lavorato in un albergo con ruoli generici ed aver rubato il mestiere a tutte le figure in esso operanti: barman, camerieri, cuochi, receptionist. E' normale per lui essere tornato al suo paese semispopolato e ignoto al mondo e avere coraggiosamente impiegato risorse e conoscenze acquisite per dar vita ad un locale in grado di richiamare estimatori dall'Italia ma anche dall'estero. E' normale per lui essere andato in vacanza sulle Alpi ed attratto da alcune sculture in legno, opera di artisti del luogo, aver deciso di cimentarsi a sua volta in questo tipo di attività. E' quindi normale per lui, in un'epoca in cui l'abbandono dei borghi tende a conferir loro un'atmosfera di tristezza, aver sostituito gli abitanti di un tempo con animali, donne devote, cercatori di funghi e ballerini innamorati. E' normale per lui aver fatto di Crocetta un borgo incantato. Un paese che le sue creature rendono vivo senza peraltro infrangere quell'atmosfera di silenziosa serenità che lo avvolge. Si, perché non parlano. E' vero, sono di legno, non parlano, ma sono in grado di comunicare ugualmente il loro messaggio a chi le osserva perché hanno un'anima...la sua. Quella di Gino Fologa!

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