B&B EREMO GIOIOSO: Quando dormire alle 5 Terre non è facile

Le 5 Terre

Dormire vicino alle 5 Terre, e, ancor di più, proprio alle 5 terre fino alla metà del secolo scorso non avrebbe assolutamente rappresentato un problema.

Fino a non molti anni fa, le 5 terre erano un territorio che viveva soprattutto di un’agricoltura definita eroica.

Non esisteva alcuna possibilità di dormire alle 5 terre, se non ospitati da amici e parenti, semplicemente perché non c'era richiesta.

Nessuno aspirava a poter trascorrere una o più notti alle 5 terre.

Poi, alcune circostanze felici, hanno fatto in modo che questo territorio diventasse meta di turisti da tutto il mondo e oggi, in determinati periodi, ancora come una volta, non c’è possibilità alcuna di dormire alle 5 terre ma non più per carenza di offerta ma piuttosto per eccesso di domanda.

In estate ma anche durante i ponti festivi della primavera, Pasqua, 25 aprile, 1° maggio, sono troppi i turisti che cercano una possibilità di soggiornare in questi pittoreschi luoghi.

Ma non è il caso di scoraggiarsi.

Dormire vicino alle 5 terre

Esistono soluzioni altrettanto comode, probabilmente meno costose, e forse ancor più indicate per chi oltre alle 5 terre desideri conoscere la terra di Lunigiana.

Una di queste è l’ EREMO GIOIOSO di Pontremoli, cittadina ricca di storia che, distando solo 60 Km e collegata sia attraverso una efficiente linea ferroviaria che attraverso la comoda autostrada, offre i vantaggi che si avrebbero nel dormire alle 5 terre coniugandoli, peraltro con altri benefici e non solo di carattere economico.

Parliamo infatti di un luogo ideale per quanti dopo aver trascorso la giornata in un territorio bello ma affollato e rumoroso, una volta giunti a sera possono ambire a disporre di un ambiente tranquillo e rilassante in cui recuperare le energie.

Una presentazione delle 5 terre su queste pagine sarebbe inutile.

Andrebbe ad aggiungersi alle altre centinaia di siti che ne descrivono il fascino e la bellezza.

Un luogo di gente tenace

Mi limiterò quindi a dire che quello che oggi possiamo ammirare è un paesaggio mantenuto con grande coraggio e forza di volontà dai suoi abitanti. 

Gente che è pervicacemente rimasta ancorata ad un territorio avaro di soddisfazioni economiche e prodigo invece di fatiche fisiche.

La pesca ed un’agricoltura definita eroica, a causa delle condizioni al limite dell’umana resistenza nelle quali si svolgeva, hanno infatti rappresentato in passato le principali fonti di sostentamento delle famiglie ivi residenti.

Una lotta continua fra il mare che durante le sue burrasche cercava di inghiottire il misero strato di terra che ricopriva terreni sassosi e uomini, donne, bambini, che, novelli Sisifo, scendevano a recuperarla muniti di cesti di vimini, fino al confine con le onde.

Oggi tutto è cambiato. La bellezza delle 5 terre, scoperta da turisti di tutto il mondo, ha riversato sui suoi abitanti un benessere che mai avrebbero pensato di raggiungere in tal misura.

Ora però il problema è un altro: nella società del benessere, in pochi sono disponibili a ricostruire le migliaia di muretti a secco che caratterizzano ma anche sostengono il terreno.

Pochi sono disponibili ad impegnarsi in una agricoltura che garantiva oltre alla sussistenza di chi la praticava un costante riconsolidamento del territorio. 

Un territorio fragile necessita di una continua attenzione da parte di chi lo amministra e di delicatezza da parte di chi lo frequenta.  

Usiamole.

Facciamo in modo che anche ai nostri nipoti possa essere consentito visitare le 5 terre.





Suggerimenti per raggiungere le Cinque Terre

A mio avviso sconsiglierei di visitare le cinque terre in piena stagione o nelle festività primaverili (Pasqua, 25 Aprile, 1° Maggio). Un eccessivo affollamento risulta infatti di ostacolo ad apprezzare fino in fondo tutto ciò che questo circoscritto ambito di territorio è in grado di offrire dal punto di vista emozionale. Per chi, soggiornando a Pontremoli volesse visitare le cinque terre inoltre consiglierei l'utilizzo di mezzi pubblici. Rilassanti, comodi e affrancanti dal non banale problema del parcheggio. Le soluzioni possono essere diverse:

A) Utilizzare il treno sbarcando a Riomaggiore. Ad esempio: Partenza da Pontremoli alle 9,03 a.m. e arrivo a Riomaggiore alle 10,02 a.m. Ritorno:partenza da Riomaggiore alle 20,53 e rientro a Pontremoli alle 21,47. Per altri orari consultare www.trenitalia.it .

B) Recarsi, con mezzi propri, o preferibilmente in treno, a La Spezia e quindi imbarcarsi su uno dei vaporetti che fanno la spola con le cinque terre. In questo caso segnaliamo che:

1) la stazione dista ca. un km dall'imbarco dei vaporetti. Per info: http://www.navigazionegolfodeipoeti.it/ Quando uscite dalla stazione, alla vostra sinistra troverete una discesa. Percorretela. Dopo pochi metri al suo termine c'è una rotonda, imboccate la terza uscita. E' una strada pedonale, Via del Prione, la più frequentata e commerciale della città. Percorretela tutta fino in fondo. A questo punto avrete di fronte i giardini, attraversati da un corto Viale, Viale Diaz, percorso questo avrete davanti un semaforo che, se saprete attendere il verde, garantirà la vostra incolumità nell'attraversamento di Viale Italia, arteria di grande scorrimento. Ecco. Siete davanti al mare. giratevi a sinistra, pochi passi e c'è l'imbarco.

2) Nei giorni festivi a La Spezia il parcheggio è gratuito. Non si paga neppure dove è contrassegnato dalle strisce blu.


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