Quando la Madonna apparve a Pontremoli il suo messaggio venne accolto con spirito autenticamente religioso: nacque così la chiesa dell'Annunziata.

La Madonna dell'Annunziata

Le apparizioni della Madonna nel mondo, vere o presunte,  sono state numerose anche se non proprio frequentissime.

L’uso che di esse è stato fatto però cambia e, spesso, rivela molto circa la cultura che informa le popolazioni presso le quali il miracoloso evento si è verificato.

Lourdes e Medjugorje sono la testimonianza più eclatante di come ispirazione religiosa e cultura mercantile possano coesistere, talvolta perfino collaborare ma a seguire troveremmo altri esempi di tal genere Guadalupe, Fatima, etc.

A Pontremoli è diverso.

A Pontremoli anche la religiosità ha sempre avuto un aspetto discreto, autentico, fatto di poco clamore e tanta devozione. Da sempre.

Questo tipo di spiritualità devota è testimoniato con grande efficacia dalle vicende seguite all'apparzione della Madonna dell'Annunziata.

Un fatto rimasto quasi intimo. Conosciuto a Pontremoli e per nulla pubblicizzato.

L'apparizione

Sul finire del 1400 infatti  la Vergine apparve a Pontremoli, ad una pastorella, presso un'edicola, entro cui era affrescata un' Annunciazione., nel quartiere che dall'evento prese il nome e tutt'oggi si chiama, appunto, “l'Annunziata”.

Un medico pontremolese, Princivalle Villani, uomo di scienza profondamente devoto, fervido assertore del credo ut intelligam Agostiniano, a imperituro ricordo di tale evento, in prossimità dell’apparizione, a sue spese, fece allora realizzare una semplice cappella.

Fin da subito tale manufatto si dimostrò inadeguato a raccogliere la folla dei credenti che, a conoscenza dell'evento, si recavano presso lo stesso, per raccogliersi in preghiera e chiedere grazie.

L'ampiezza partecipativa dei fedeli assunse proporzioni tali.da indurre il consiglio generale di Pontremoli ad ampliare la costruzione trasformandola in una chiesa con annesso il monastero che tutt’oggi possiamo ammirare.

L'efficienza dei pontremolesi

La sua edificazione fu seguita con grande partecipazione dalla popolazione che, non senza sacrifici e con donazioni, contribuì ad assoldare quello che al tempo era considerato il miglior capomastro toscano, maestro Biagio da Firenze cui subentrò poi "maestro Martino da Lugano".

Anche i non banali problemi logistici vennero risolti con una rapidità sconosciuta all'attuale organizzazione burocratica.

La Madonna era apparsa in prossimità della strada e lì, proprio lì, doveva quindi essere realizzata l'opera tesa a renderle omaggio.

Pertanto non rimaneva che tracciare un percorso diverso per la strada e...così fu fatto, facendola passare in prossimità del fiume.

In breve tempo nacque così La Chiesa della Santissima Annunziata che, affidata alla cura degli agostiniani ha conservato inalterato il suo fascino fino ai giorni nostri.

La chiesa ed il monastero dell'Annunziata

Oggi l'intero complesso dell'annunziata è considerato il monumento quattrocentesco  più importante  in tutta la provincia di Massa Carrara.

Dietro la facciata, che risale al 1558, l'interno si presenta in un'unica grande navata, con una scalinata in pietra che fa accedere all'abside incorniciata da costoloni d'arenaria.

Da sottolineare, sopra la scalinata di accesso alla zona presbiteriale, la cantoria e l'organo.

Il visitatore che entra dal lato nord attraverso la porta che si affaccia sul borgo, è accolto da un'acquasantiera in marmo, finemente scolpita e datata 1543, mentre il bel tempietto marmoreo ottagonale visibile al centro della navata è stato realizzato a Carrara alla metà del 1526.

L'opera, estremamente complessa e che evidenzia il contributo di artisti diversi, è stata a lungo attribuita, almeno in alcune parti, a Jacopo Sansovino o ad un allievo del grande scultore romano, il Tribolo e, più in generale, ad artisti della sua scuola.

Più di recente questa attribuzione è stata messa in dubbio da studiosi propensi a ritenere che il complesso del tempietto sia stato realizzato dalla bottega dello scultore carrarese Pietro Aprile.

Di ottima fattura poi sono le statue che fanno da corona alla cupola e la lunetta raffigurante l'Annunciazione posta sopra l'entrata del tempietto.

Nella nicchia posteriore si trova la pregevole statua di S. Agostino, mentre ai due lati sono affrescate le figure di San Gerolamo e Sant’Ambrogio, oggi attribuite a Luca Cambiaso.

All'interno, nascosto dietro l'altare cinquecentesco, è conservato l'affresco del XV secolo davanti al quale sarebbero avvenute le miracolose apparizioni.

Sopra l'altare è invece posta una pala del Cambiaso raffigurante l' "Adorazione dei Magi" e datata 1558; la tavola ad olio era probabilmente un tutt'uno con la "lunetta" ora posta sopra la porta d'ingresso della sacrestia, subito a destra dell'ingresso principale.

La lunetta raffigura infatti Dio Padre che benedice una scena sottostante.

Sulla parete dietro il tempietto si può ammirare il bel polittico della Madonna e gli Evangelisti, realizzato nella seconda metà del XV secolo e a lungo attribuito prima a Giovanni Mazone, poi al pittore genovese Giacomo Serfolio.

Anche questa attribuzione, oggi, viene però messa in discussione.

E' avanzato infatti un orientamento teso ad attribuire l'opera ad un non meglio precisato Maestro del’Annunciazione del Monte, con riferimento ad un analogo polittico conservato a Genova, nella chiesa di Nostra Signore del Monte.

Le formelle raffigurano la Madonna in trono con il Bambino, i quattro evangelisti ai lati, le scene dell'Annunciazione e della Crocifissione in alto e gli Apostoli in basso.

Il polittico era stato rubato e smembrato nelle varie tavole disperse, in seguito fortuitamente recuperate e ricollocate nell'attuale posizione.

Oltrepassata la porta intarsiata che si apre sotto la lunetta del Cambiaso si accede alla sacrestia.

Le pareti del locale sono interamente occupate dai mobili intagliati da Frate Francesco Battaglia in otto anni di paziente lavoro ultimato nel 1656.

I motivi floreali si accompagnano alle grandi colonne a spirale ricavate in un unico pezzo.

In alto campeggia la raffigurazione del cuore trafitto, stemma degli Agostiniani.

Le pareti e la volta sono affrescate con il motivo geometrico della quadratura settecentesca da Francesco Natali, che in tal modo intese modificare la prospettiva spaziale del locale.

Annesso alla chiesa è il convento, costruito assieme al grande santuario.

Esso è composto da due chiostri affiancati.

Nonostante la sua realizzazione a cavallo tra Quattro e Cinquecento, risente di un'impostazione stilistica precedente.

Da notare le colonne monolitiche in arenaria, i capitelli di fogge differenti, i pesanti stipiti scolpiti di porte e finestre.

Sul chiostro più interno si aprivano la sala del Capitolo (riconoscibile per il simbolo dell'agnello scolpito sull'architrave), la cucina, con il grande camino in pietra, ed il refettorio.

Proprio in quest'ultima grande sala, utilizzata nella prima metà del secolo come sede di scuola elementare, i restauri hanno rinvenuto un affresco cinquecentesco, con "Crocifissione e Santi" di attribuzione incerta.

In sintesi la chiesa dell'Annunziata è una raccolta di piccoli capolavori che meritano senz'altro di essere visitati.


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