Visitare Pontremoli, è un'esperienza appagante: un viaggio nello spazio ma anche nel tempo, in uno dei crocevia che ha visto tanti protagonisti della storia del nostro Paese.

Ai link sottostanti trovate alcuni suggerimenti in merito a luoghi da visitare, manifestazioni interessanti cui poter assistere, cose da fare, in occasione di una più o meno breve vacanza trascorsa a Pontremoli e dintorni:

VISITARE PONTREMOLI

Pontremoli, piccola cittadina della Lunigiana, ha una storia lunga, contrassegnata da eventi  e personaggi che hanno lasciato un segno nelle vicende che hanno accompagnato il formarsi del nostro Paese.

Le vicende storiche

Vicende talvolta diplomatiche: Castruccio Castracani si spese su questo territorio per contenere l'animosa litigiosità che contraponeva i Guelfi ai Ghibellini.

A tal proposito fece costruire quattro torri, una delle quali ancor oggi identificata con l'eloquente nome di "Torre di cacciaguerra".

la torre di cacciaguerra

Talaltra, invece, le vicende hanno assunto aspetti cruenti: l’imperatore Federico II nel febbraio del 1249, in piazzetta San Gimignano, a Pontremoli, fece accecare Pier delle Vigne, già suo consigliere, caduto in disgrazia con l’accusa di tradimento.

La storia di Pontremoli, del resto, ha origini molto remote.

L'antica APUA

Pontremoli, è stata Identificata, infatti, come l’originaria antica Apua, capitale dei pugnaci Liguri Apuani che tanti grattacapi dettero ai romani ed il suo primo insediamento viene datato intorno all’anno 1000 a.c.

Successivamente, Pontremoli, nel Medioevo, grazie alla sua collocazione lungo la Via Francigena, percorso attraversato da portatori di guerre, di fedi ma anche di culture e di saperi, acquisì importanza e, contemporaneamente, assorbì un sincretistico e raffinato gusto estetico.

Il barocco pontremolese

Tanto è vero che, sul finire di questo periodo, in loco, fiorì una comunità di artisti, Natali, Galeotti, Contestabili, etc., animatori di una vera e propria corrente pittorica e architettonica, “il barocco pontremolese”.

Così che, ancora oggi, possiamo godere dei prodotti di quel periodo culturalmente fervido.

Infatti non sono pochi gli edifici di Pontremoli, pubblici, privati e di culto, che conservano copiose testimonianze della vitale creatività di questi artisti.

Del resto un tal concentrato di creatività può sembrare straordinario in una città di modeste dimensioni qual'è Pontremoli, ma solo a chi non si sofferma a studiarne la storia.

Basta lanciare uno sguardo sul passato per rendersi conto della statura delle famiglie e dei personaggi che si sono succedute, talvolta scontrate, talaltra accordate, per esercitare il controllo su questo strategico centro, collocato in uno dei più importanti punti di passaggio fra il nord ed il centro della penisola.

I personaggi storici

A testimoniare ciò basterà citare solo i più noti fra coloro che ne hanno preso possesso: i Malaspina,  gli Antelminelli, Giovanni I di Boemia, Mastino II della Scala, i Visconti di Milano, i Fieschi di Genova, gli Sforza di Milano, Carlo VIII di Francia, l’imperatore Carlo V, la Repubblica di Genova, il Granducato di Toscana, il ducato di Parma. 

Ed è così che il turista che si aggira per le vie della Pontremoli storica non avrà bisogno di trovarsi nel  Castello del Piagnaro, o, al suo interno, nel suggestivo Museo delle Statue Stele, davanti al Campanone o nella chiesa di Nostra Donna per respirare un’atmosfera particolare.

A suscitarla saranno sufficienti le tracce minori ma non meno significative, che incontrerà pressoché ad ogni passo, nel suo incedere.

Infatti, l'intero insediamento comprendente il quartiere del Piagnaro e le piazze e strade sottostanti di Pontremoli ci parlano di ciò che siamo stati.

Talvolta atterrendoci, talaltra lasciandoci nell'animo un malinconico rimpianto. Ma sempre comunicando sensazioni al nostro animo.

Ed infine, a proposito del quartiere del piagnaro e del suo castello, è doveroso ricordare che essi traggono il nome da una tecnica di copertura dei tetti, realizzata attraverso l'utilizzo di lastre irregolari di arenaria: le piagne.

Una tecnica che andava scomparendo e, negli anni scorsi, intelligentemente recuperata da un capace muratore del luogo, dotato della sensibilità necessaria a recuperare vecchi edifici, senza peraltro snaturarli.

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