-Ai Chiosi. Ci vediamo ai Chiosi-. 

E' questa la risposta che sovente i ragazzi di Pontremoli ricevono avanzando la richiesta di un luogo d'incontro, rivolta alle coetanee oggetto delle loro attenzioni.

AI CHIOSI

Un luogo bello, pulito, romantico, aperto, spazioso ma non appartato.

Un luogo ideale per parlare di sentimenti. Di ogni tipo.

Quelli che scuotono l'animo delle giovani coppie, appunto. Ma anche quelli meno tumultuosi delle coppie più attempate. Quelli teneri delle mamme con bambini così come quelli che si intuiscono nell'animo di maestre che, approfittando di una giornata di sole, conducono ai Chiosi un'intera scolaresca.

I Chiosi: portatori di un messaggio generoso

Un giorno, quando l’EREMO GIOIOSO era in fase di ristrutturazione, un muratore pontremolese, tal Giuseppe Romiti, mi fece dono di una bella e ultracentenaria vasca in pietra.

Stupito da tanta generosità, gliene chiesi il motivo.

:-io l’ho recuperata diversi anni fa in attesa di reimpiegarla

-mi disse-

finora non me ne era mai capitata l’opportunità ma in questo locale ci sta benissimo.

Ne potranno godere tutti coloro che avranno occasione di vederla fra i quali io stesso che, ogni tanto, ti verrò a trovare.

In alternativa continuerei a tenerla in cantina e nessuno ne trarrebbe beneficio.

Se lo facessi  mi renderei autore di un insignificante crimine. In una pur infinitesimale parte, sarei comunque stato un sottrattore di bellezza!-

Questo modo, intelligentemente generoso di ragionare mi è ritornato in mente percorrendo il viale dei Chiosi*, a Pontremoli.

Un'area privata ma i cui proprietari, informati dalla solita logica di Romiti, rendono disponibile a quanti vogliano percorrerla godendo, in questo modo, di un pittoresco e affascinante spettacolo.

L’accesso è contradistinto da un arco in pietra superato il quale solo un’ordinata fila di alberi separa il percorso da una pianura in cui i solchi della semina sembrerebbero essere realizzati da un allievo di Euclide.

Non è raro, nelle belle stagioni, assistere akl contemporaneo levarsi in volo centinaia di passeracei che nei vasti campi dei Chiosi trovano tutto il necessario a soddisfare il loro appetito.

Ai Chiosi: il ponte

Dopo un paio di centinaia di metri il viale prosegue attraverso un ponte, il ponte dei Chiosi appunto.

Un manuffatto piccolo, dai colori delicati e dotato di una intrinseca armonia, conferitagli da un senso delle proporzioni che il Fibonaggi avrebbe sicuramente approvato.

E proprio queste caratteristiche hanno indotto Skyscanner, a inserire il Ponte dei Chiosi all’interno di una classifica in cui erano elencati i 30 ponti più belli d’Italia.

Questa la motivazione:   Una valle bellissima, fra il verde dell’Alta Lunigiana, in provincia di Massa e Carrara: qui si trova Pontremoli, e qui il Ponte ai Chiosi, sul fiume Magra, uno dei più belli d’Italia.

Usciti dal ponte, un breve e rettilineo sentiero conduce a Villa Dosi.

Villa Dosi

La villa dei marchesi Dosi Delfini è un esempio di bella architettura settecentesca. All'interno del podere dei Chiosi, poco a nord del centro di Pontremoli, e protetta da gigantesche fronde di cedri, si inserisce con architetturale armonia nella collina soprastante.

Ancora oggi non si sa con esattezza chi fu il progettista della villa, anche se è certo che i lavori furono poi commissionati a due nomi noti del barocco pontremolese, Giuseppe Natali e Alessandro Gherardini.

La valenza dei due artisti appare già in tutta la sua evidenza a chi osserva la villa dall'esterno.

Infatti non passa inosservata la doppia rampa di scale tesa a raggiungere l'ingresso dell'edificio e due grandi loggiati laterali.

L'interno dell'edificio poi è un ulteriore saggio del valore di questo gruppo di artisti che a Pontremoli avevano trovato l'ambiente ideale per esprimersi.

Una volta arrivati alla Villa, qualora non si intenda ritornare sui propri passi è possibile raggiungere il Castello del Piagnaro, attraverso un breve percorso in salita, quindi ridiscendere nel centro storico, per ritrovarsi infine al punto di partenza dopo aver attraversato il ponte della Cresa.

*I chiosi, erano territori agricoli amministrati dal comune ma di fatto indipendenti. Trattasi di una forma amministrativa diffusa in varie parti d’Italia sia pur sotto nomi diversi (Chiosi di Lodi, Corpi Santi milanesi, suburbio di Pavia, Crema, Cremona) . Nella seconda metà del XIX secolo i chiosi scomparvero e ovunque vennero assorbiti entro i confini cittadini.


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