Medievalis a Pontremoli: un fatto storico rievocato nel luogo in cui è avvenuto.

MEDIEVALIS a Pontremoli

Ogni anno, a Pontremoli, per alcuni giorni, in agosto, si ha la sensazione di tornare indietro nel tempo.

In questi giorni non è difficile incontrare, nei vicoli della città, dame, sovrani, falconieri e mangiafuoco.

Allo stesso modo è possibile mangiare in locande che sembrano direttamente uscite dal medioevo. 

Inoltre durante l'intera giornata vengono messi in scena spettacoli che hanno per protagonisti cavalieri, amazzoni, combattenti e duellanti.

Gruppi storici e artisti di strada, percorrono le vie della città.

Sulle sponde del fiume, sotto il ponte della Cresa, si insediano accampamenti.

Ci si contende il palio fra le contrade Sommoborgo, Imoborgo e Contado.

Si disputa il torneo del Saracino.

Tutto intorno i vicoli, caratterizzati dalle case in pietra con tetti in piagne, appaiono imbandierati per l’occasione e in alto maestoso campeggia lui: il castello del Piagnaro. Un edificio che le scene rappresentate a Medievalis le ha già viste tutte…anche nella versione originale.

E' proprio per questa ricchezza di eventi che Medievalis è un evento atteso dai pontremolesi ma ancor più dai turisti che, sempre più numerosi, di anno in anno, si riversano a migliaia in questa piccola città della Toscana per assistere a questa storica rievocazione.

La vicenda storica

Medievalis infatti non è solo folklore e gioco. E' anche, anzi è soprattutto una manifestazione storica, incentrata su un evento destinato ad influenzare l'evoluzione successiva di Pontremoli.

Durante le giornate in cui si tiene la manifestazione viene infatti rievocato il passaggio e il soggiorno, qui a Pontremoli, dell'Imperatore Federico II che, nel luglio 1226, concesse  il diploma di libero Comune a questa cittadina, importante più per la sua collocazione che per la sua dimensione.

Infatti Pontremoli era uno strategico crocevia al centro delle pricipali arterie di comunicazione dell'epoca, percorse da eserciti, mercanti, diplomatici, avventurieri e banditi: la via Francigena e la via Lombarda.

In virtù dell'imperiale riconoscimento, Pontremoli quindi si vide confermati ma anche ampliati i privilegi già concessi da quanti lo avevano preceduto.

Inoltre vennero tracciati con precisione i confini all'interno dei quali Pontremoli poteva esercitare i poteri concessi che, da allora e per secoli, segneranno il suo territorio.

Da allora, fino alla riforma di Pietro Leopoldo (1777), si iniziò a parlare di "Territorio pontremolese", corrispondente a quello degli attuali Comuni di Pontremoli, di Zeri e parte di quello di Filattiera (Dobbiana e la Valle della Capria).  

Anche in virtù di questo riconoscimento si crearono condizioni ideali per commerciare, intraprendere, tessere tele diplomatiche.

Tutto ciò che nei secoli successivi ha garantito a Pontremoli una vitalità ed una opulenza di cui ancora sono testimonianza molti dei suoi edifici.


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