Un luogo affascinante in Lunigiana: il Piscio di Pracchiola.

Il Piscio di Pracchiola

E’ una splendida giornata di inizio giugno.

Io e Marzia ne abbiamo sentito più volte parlare e curiosi ci decidiamo ad esplorare quel luogo che, a dispetto del nome, si rivelerà scenario carico di bellezza non comune.

Nel suo nome del resto è contenuta l'essenza del carattere delle popolazioni locali.

Infatti, solo la ruvida concretezza degli eredi del liguri apuani poteva partorire un nome così poco poetico per un luogo incantato quale è il piscio di Pracchiola.

Un luogo dove il dislivello improvviso del terreno costringe il fiume Magra, poco dopo la sua nascita, ad esibirsi in una spettacolare cascata.

Raggiungere il Piscio di Pracchiola non è difficile.

Il percorso

Si parte dal borgo di Pracchiola: il primo paese che si incontra uscendo dalla Valdantena in direzione del passo del Cirone.

Un paese, che, in passato è stato il centro più importante della zona e che, comunque, oggi continua ad essere frequentato dagli abitanti della Valdantena che apprezzano la qualità delle acque che, lì, una generosa sorgente regala senza sosta, in ogni stagione.

Si tratta di un bel borgo di case in pietra, caratterizzato da numerosi passaggi voltati, e da un antico ponte medievale di recente recuperato,

Un ponte che una volta consentiva l'attraversamento del Magra, a quanti si erano incamminati lungo la Via Lombarda.

Un percorso sul quale Pracchiola aveva una collocazione strategica quale tappa intermedia per coloro che su di esso si incamminavano, per raggiungere Pontremoli.

Tanto che fino agli anni ’80, nel paese, vi erano ben 3 esercizi commerciali ancor oggi ricordati per la qualità del cibo, del vino e delle serate festose trascorse presso gli stessi.

Negli anni 80, poi, Pracchiola è andato progressivamente spopolandosi.

Soprattutto a causa della mancanza di opportunità di lavoro per i giovani che, scolarizzati, mal si adattavano a ripercorrere la faticosa strada dei loro padri e dei loro nonni, taglialegna, muratori e contadini.

Oggi, però, Pracchiola, come testimoniato da molti degli edifici che, abbandonati per anni, sono attualmente interessati da interventi manutentivi, sta rivivendo una seconda fioritura.

Creativi e/o professionisti impiegati in vari ambiti, scrittori, progettisti, traduttori, etc, grazie alla rete Internet, infatti possono trovare in luoghi come questo, belli e appartati, le condizioni ideali per svolgere la propria attività.

Dal borgo il percorso che conduce al Piscio è chiaramente rappresentato tramite cartelli indicatori.

Lasciata quindi la autovettura, in un'area appositamente predisposta, a lato della strada, in 5 minuti abbiamo attraversato l’intero paese che si sviluppa intorno ad una via principale.

Una sensazione di gioiosa nostalgia ci ha avvolti nel constatare come, al pari di quanto normalmente avveniva nei borghi contadini del secolo scorso, ancora oggi qui sembrano godere di una particolare libertà non solo gli esseri umani ma anche gli animali.

Alcune galline razzolavano libere nel prato alla nostra destra e mentre osservavamo con invidia un paio di lucertole che, prive di qualsiasi assillo, oziavano immobili sul muretto siamo stati avvicinati da una presenza inaspettata.  

Si trattava dell'asino di Ricci. Quest'ultimo è una persona squisita che nato a Pracchiola mai si è fatto tentare da luoghi presso i quali le sirene della modernità avevano attratto molti suoi coetanei.

L'animale ci ha avvicinato in tono amichevole, strofinando contro di noi la sua grossa testa.

Quasi avesse assunto le belle caratteristiche del suo proprietario: simpatico, aperto, confidente nel prossimo.

A differenza di Ricci però che dispensa indicazioni e buoni consigli senza attendere ricompensa alcuna, scartando una caramella e porgendogliela ci siamo resi conto che la disponibilità del suo quadrupede non è altrettanto disinteressata.

Infatti, come poi Ricci ha avuto modo di confermarci, l’asino che lui ha definito “ruffiano” è stato diseducato dai numerosi turisti di passaggio ed ora si comporta come una scimmia.

Accattivante in attesa di ricompensa.

Seguiti dallo sguardo soddisfatto dell’animale, abbiamo quindi proseguito e, giunti all’altezza della bella chiesa, ci siamo incamminati lungo un percorso lastricato che, superata una breve salita ed un passaggio voltato, ci ha proiettato fuori dal paese.

I primi passi verso la nostra meta, il Piscio, li abbiamo mossi sulla antica Via Lombarda, quella che in passato è stata la più importante via di collegamento fra la pianura padana e la Toscana.

Sufficientemente larga, affiancata da qualche casa ben tenuta, ingentilità da siepi e vasi fioriti e abitata da gente previdente come si può dedurre dalle cataste di legna ben disposte al riparo di tettoie adiacenti.

In questo tratto l’occhio si distende sulla bella Valdantena.

Lo sguardo può abbracciare alcuni piccoli borghi di case in pietra, boschi, campi lavorati, una flora cromaticamente ricca.

Un'immagine che colpisce per bellezza soprattutto in virtù della ricchezza di colori e sfumature in essa presente.

Ci saremmo fermati ore, incantati dal panorama, ma eravamo solo all'inizio del percorso e la voglia di raggiungere il Piscio al più presto, ci ha spinto a rimetterci presto in marcia.

Ad un bivio abbiamo abbandonato la via Lombarda che, salendo, si dirige verso “gli antichi Scaleri”, ed abbiamo imboccato quindi uno stretto sentiero sulla sinistra lungo il quale, accarezzati dall’ombra di un frondoso boschetto, siamo scesi dolcemente fino ad affiancare il percorso che il Magra compie in un senso inverso rispetto a quello in cui ci stavamo muovendo.

Risalirlo è stato un piacere difficile da descriversi: piccole pozze animate da ranocchi e girini, cascatelle spumeggianti, grossi alberi caduti che ne consentono, in più punti, l’attraversamento.

Ogni tanto il cammino, dove le sponde del fiume scendono più ripidamente, ci ha riportato a mezza costa per poi farci ridiscendere, ma sempre molto dolcemente ed, in alcuni tratti, fornendoci l'ausilio di alcune staccionate in legno.

Finalmente, dopo circa un’ora e 40 minuti da quando abbiamo lasciato Pracchiola, preceduto dal rumore delle sue acque, che cadono da notevole altezza, ci è apparso il Piscio di Pracchiola.

In uno spazio pietroso, dove grossi massi consentono di assaporare, sdraiati, il piacere di sentire la propria pelle colpita da mille micro goccioline, si allarga un laghetto naturale fresco e trasparente, sul quale la luce solare impatta infrangendosi in mille frammenti luccicanti.

La tentazione è stata troppo grande. Non sono riuscito a convincere Marzia a seguirmi ma io non ho resistito: mi sono tuffato.

L’acqua era fresca ma non fredda.

Dopo il primo impatto non volevo più uscire, ma mi attendeva il ritorno.

Quindi, asciugatura veloce agevolata da un sole ormai vigoroso, birra e panino e poi in marcia di nuovo verso Pracchiola con la consapevolezza che…questa giornata meritava di essere vissuta.


- - - http://bedandbreakfastpontremoli.it/ 2016-03-27 always 1.0