Pontremoli, da secoli protetta dal suo castello: il Castello del Piagnaro

Il Castello del Piagnaro a Pontremoli

Ogni città ha luoghi simbolici che la caratterizzano e verso i quali i suoi cittadini provano un giustificato senso di affetto.

A Pontremoli questi luoghi sono tanti anche perché tanti sono i secoli trascorsi dal giorno in questa cittadina è stata fondata.

Così come tante sono state le vicende storiche di cui i suoi borghi, le sue vie ed i suoi edifici sono stati testimoni.

Uno di questi ultimi, forse il più conosciuto, sicuramente il più imponente, è il  Castello del Piagnaro

Costruito distrutto e ricostruito...più volte

Il castello del Piagnaro  venne edificato, a Pontremoli, agli inizi dell'XI secolo, su iniziativa della famiglia longobarda degli Adalberti.

Esso,  era parte integrante del sistema difensivo della città assieme alle mura e alle torri che difendevano il borgo medievale.

Aveva funzioni difensive e di controllo delle vie di comunicazioni verso l'Appennino, in particolare la allora trafficata Via Francigena.  

Proprio questa sua collocazione, particolarmente favorevole alla difesa della città, ha fatto sì che, distrutto più volte nel corso dei secoli, sia sempre stato ricostruito.

E quanta lungimiranza ci fosse in questa sisifica fatica è emerso fin dagli inizi.

Infatti era appena stato edificato che già nel 1110 subì la sua prima distruzione ad opera di Enrico V e del suo esercito.

Subito ricostruito dai pontremolesi non tardò a dimostrarsi prezioso.

Infatti, cinquant’ anni dopo, fu baluardo difensivo in grado di fermare l’ avanzata di Federico Barbarossa.


Successivamente, Federico II si impadronì del borgo nel 1242 e sei anni dopo i fuoriusciti pontremolesi cacciarono dal comune i Ghibellini con l’ aiuto dei Guelfi di Piacenza.

Nel 1329 ricostituitesi le due fazioni, Guelfi e Ghibellini, che pur continuavano a odiarsi fra di loro ma ancor più odiavano il vicario Lodovico il Bavaro, si accordarono per distruggere il castello.

Allora, come ora, la concordia trovava un terreno fertile in presenza di un nemico comune ma sempre con un pesante tributo da pagare. In quel caso: la distruzione appunto del Castello del Piagnaro.


La più drammatica distruzione del Castello del Piagnaro avvenne nel 1495 con la calata di Carlo VIII°.

Mentre, in un tempo a noi più vicino, avvenne la sua ultima devastazione.

Verso la fine della seconda guerra mondiale, quando, nel contrastare la ritirata dell'esercito Tedesco, l'aviazione alleata lo bombardò pesantemente coinvolgendo nell'abbattimento molti edifici del centro storico, ad esso circostanti.

Struttura del castello del Piagnaro

Il nucleo antico del Piagnaro è quello più in alto, sorto attorno al mastio in pietra di forma semielittica alto circa venti metri.

Questo è in realtà un quadrilatero associato ad un semicerchio con la superficie curvilinea esterna alla cinta muraria.

L'accesso originario avveniva tramite una porta posta sul prospetto interno a circa 10 metri dal suolo, raggiungibile tramite una struttura lignea, oggi non più esistente, e protetta da un ponte levatoio del quale è rimasta traccia dell'alloggiamento.

Alcuni elementi fanno ritenere che il mastio risalga al primo trentennio del 1400.

Sotto al mastio troviamo un cortile quadrilatero delimitato ad ovest dalla cortina muraria tardomedievale e nei versanti sud e est da un grosso edificio, risultato dell'accorpamento di più strutture diverse tra loro.

Probabilmente è in questi ambienti che veniva alloggiata la guarnigione del castello.

Il versante ovest sfrutta la preesistente cortina muraria e una torre di fiancheggiamento cilindrica.

Più in basso sorge un secondo cortile al quale si accede mediante una rampa sormontata da un portale.

La corte, che ospita un bel pozzo in arenaria, è delimitata nei versanti sud ed est da una cortina con camminamento la cui base a scarpa è stata edificata con una tecnica muraria simile a quella impiegata nella costruzione del mastio.

Castello del Piagnaro: la corte ed il pozzo

Nel versante orientale è presente un'aggiunta, comprendente un apparato difensivo a sporto, con guardiola angolare, probabilmente risalente al secolo XVIII°.

Nel versante nord si trova la cappella mentre il lato ovest è costituito da un corpo allungato disposto su due livelli, residenza delle autorità castellane e dal 1975 sede del Museo delle Statue Stele della Lunigiana.

Ancora più in basso troviamo l'ingresso principale, un tempo dotato di ponte levatoio, al quale si giunge attraversando le strette strade del borgo, sormontato da uno stemma della famiglia dei Medici.

Il castello rimase 'in armi' fino al 1790, anno in cui il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo donò alla comunità l'ultimo cannone che ne muniva i bastioni perché con il bronzo fosse costruita una nuova campana per la torre civica.

Derivazione del nome "Castello del Piagnaro"

Il castello del Piagnaro di Pontremoli deve il suo nome alla tecnica utilizzata per la copertura dei suoi tetti: l’impiego delle "piagne", lastre irregolari in arenaria tradizionalmente utilizzate in Lunigiana quali elementi di copertura degli edifici.

Ospiti goliardi al castello del Piagnaro


Orari di apertura

Orari di apertura Ottobre - Aprile:
9.00 - 12.30 / 14.30 - 17.30
Orari di apertura Maggio - Settembre:
9.00 - 12.30 / 15.00 - 18.30

Chiuso il Lunedì

BIGLIETTI
VISITA MUSEO e CASTELLO del Piagnaro

Tempo di visita approssimativo 2 ore
Ingresso intero 5 Euro
Ingresso ridotto 3 Euro
(over 65, under 14, gruppi di almeno 15 persone)

VISITA CASTELLO
Ingresso 3 Euro

info: 0187.831439 - info@statuestele.org



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