Mulazzo: un pezzo di storia vicino al B&B Eremo Gioioso


Talvolta gli ospiti che soggiornano nel nostro B&B, l'Eremo Gioioso, inconsapevoli delle poco pubblicizzate bellezze della Lunigiana, ci chiedono se c’è qualcosa che merita di essere visitato nelle vicinanze. E, considerato che la Lunigiana, oltre a natura, cibo, e pievi può contare su un patrimonio di circa 100 castelli…non rimane che l’imbarazzo della scelta. Ad esempio non è necessario essersi fermati a dormire a Mulazzo per godere di una immersione non banale nella quale i fatti storici hanno perfino influenzato quelli letterari. Il paese di Mulazzo, confinante con la città di Pontremoli, dista dalla stessa  solo una manciata di chilometri, percorribili in circa 10 minuti. Entrare in Mulazzo è fin da subito un prendere confidenza con la sua storia. Non si può fare a meno, infatti, di notare il portale di accesso al borgo fortificato, sovrastato da una lapide in ricordo di Alessandro Malaspina, ultimo grande navigatore italiano al servizio dei reali di Spagna, che in Mulazzo ebbe i natali. Sono inoltre visibili alcune case torri, e in particolare una che, un tempo adibita a granaio dei marchesi, possiede una elegante trifora partita da due colonnette marmoree.

Benché fosse già un insediamento urbanizzato, la vera storia di Mulazzo iniziò nel 1221 quando i marchesi Malaspina, quelli del ramo dello Spino Secco, elessero questo borgo a capoluogo del loro feudo. Di questo evento e di quelli successivi ma, ad esso collegati, Mulazzo conserva ampia memoria. Così attorno ad una grande torre a pianta esagonale, conosciuta come “Torre di Dante”, possono essere scorte le rovine del castello di Mulazzo, quello in cui i Malaspina avevano la loro residenza. Da esso, che si ergeva massiccio con la sua torre alta oltre trenta metri, venivano sorvegliati tutti i vasti possedimenti che, occupanti la riva destra del fiume Magra, erano assoggettati alla famiglia. Successive vicende e contrasti familiari portarono poi, nel XVI secolo, alla costruzione di quello che, tuttoggi presente, si chiama Palazzo Malaspina Zini. Ubicato  nel centro di Mulazzo vicino alla chiesa di San Nicolò, fu realizzato appunto da un componente della famiglia la cui dinastia, da allora, venne identificata come quella dei Malaspina del Palazzo in contrapposizione ai Malaspina del Castello.

Come si può dunque capire, anche Mulazzo, come del resto Pontremoli, ha ospitato  non banali protagonisti della storia d’Italia. E, se Pontremoli, può vantarsi  di aver ospitato, sia pur per breve tempo, personaggi quali Castruccio Castracani, Carlo V, Pier delle Vigne, etc. Mulazzo può ben replicare di avere avuto fra i suoi illustri ospiti, e, addirittura, e per un periodo relativamente lungo, quello che viene unanimemente riconosciuto come il padre della lingua italiana: Dante Alighieri.

E se sarebbe senz’altro un’esagerazione affermare che Dante non avrebbe scritto la sua opera maggiore, La Divina Commedia, qualora non avesse soggiornato a Mulazzo, altrettanto ingiusto sarebbe  sottacere che in quest’opera  si evidenziano aspetti del mondo mercantile e affaristico proprio della  borghesia comunale ma anche  delle giurisdizioni feudali insediate sui versanti appenninici Lunigianesi. Quelli che Dante ebbe modo di conoscere soprattutto a Mulazzo dove, proprio nel periodo in cui era impegnato nella scrittura della Divina Commedia, fu ospite del Marchese Franceschino Malaspina, per conto del quale esercitò anche la mediazione tra le fazioni dei Vescovi di Luni e i Malaspina di Castelnuovo.

Di tutto ciò oggi a Mulazzo rimane una interessante testimonianza in quella che chiamata “la casa di Dante”, una struttura culturale polivalente allestita per celebrare lo speciale rapporto tra Dante e la Lunigiana.

La struttura  è costituita dall’intero piano nobile dell’ultima casa-torre rimasta della cinta muraria del borgo storico medievale (sec. XIII). Una splendida trifora rinascimentale e il massiccio solaio in legno (sul quale sono ancora visibili ampie tracce dei fregi pittorici del ‘500) rendono particolarmente fascinosa la visione d’insieme dell’ambiente.

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