Mulazzo un bel borgo in cui si intrecciarono storia e cultura. Fu infatti capitale del feudo dei Malaspina che ospitarono Dante Alighieri nel periodo in cui stava scrivendo la sua Divina Commedia.

Mulazzo

Talvolta gli ospiti che soggiornano nel nostro B&B, l'Eremo Gioioso, inconsapevoli delle poco pubblicizzate bellezze della Lunigiana, ci chiedono se c’è qualcosa che merita di essere visitato nelle vicinanze.

E, considerato che la Lunigiana, oltre a natura, cibo, e pievi può contare su un patrimonio di circa 100 castelli…non rimane che l’imbarazzo della scelta.

Ad esempio, in automobile, in soli 15 minuti è possibile raggiungere Mulazzo.

Un luogo anche di piaceri: alcuni ristoranti in cui si mangia decisamente bene ma non solo.

Anche sede dell'ormai affermata manifestazione dedicata al vino: il Bancarelvino.

Ma questi sono aspetti secondari, rispetto agli altri piaceri che si possono ricavare, visitandolo.

Pensiamo solo alla suggestione che si può provare nel respirare la solita aria che ha respirato per anni Dante Alighieri.

Nel fermarsi ad osservare lo stesso panorama.

Inoltrarsi nelle strette vie del borgo, che sono rimaste pressochè immutate da quel tempo e fantasticare in merito ai versi che quello stesso percorso può avere ispirato.

Quella di mulazzo è una storia che ha avuto per principali protagonisti i marchesi Malaspina, e, per merito loro...anche Dante Alighieri.

Infatti i Malaspina, che dal 1221 avevano innalzato questo borgo al rango di capitale del loro feudo, hanno potuto, o meglio sarebbe dire hanno saputo godere del più grande letterato dell'epoca.

Anzi potremmo dire del più grande letterato italiano in assoluto. Quello che ha dato dignità letteraria al volgare.

La stessa lingua che limata dall'uso e arricchita nel tempo, utilizziamo oggi.

Il paese di Mulazzo, confinante con la città di Pontremoli, dista dalla stessa  solo una manciata di chilometri.

Entrare in Mulazzo è fin da subito un prendere confidenza con la sua storia.

Non si può fare a meno, infatti, di notare il portale di accesso al borgo fortificato, sovrastato da una lapide in ricordo di Alessandro Malaspina, ultimo grande navigatore italiano al servizio dei reali di Spagna, che in Mulazzo ebbe i natali.

Sono inoltre visibili alcune case torri, e in particolare una che, un tempo adibita a granaio degli stessi marchesi Malaspina, possiede una elegante trifora partita da due colonnette marmoree.

Allo stesso modo, attorno ad una grande torre a pianta esagonale, conosciuta come “Torre di Dante”, possono essere scorte le rovine del castello di Mulazzo, quello in cui i Malaspina avevano la loro residenza.

Mulazzo: castello Malaspina

Da esso, che si ergeva massiccio con la sua torre alta oltre trenta metri, venivano sorvegliati tutti i vasti possedimenti che, occupanti la riva destra del fiume Magra, erano assoggettati alla famiglia.

Successive vicende e contrasti familiari portarono poi, nel XVI secolo, alla costruzione di quello che, tuttoggi presente, si chiama Palazzo Malaspina Zini.

Ubicato  nel centro di Mulazzo vicino alla chiesa di San Nicolò, fu realizzato appunto da un componente della famiglia la cui dinastia, da allora, venne identificata come quella dei Malaspina del Palazzo in contrapposizione ai Malaspina del Castello.

Mulazzo: il palazzo Malaspina

Come si può dunque capire, anche Mulazzo, come del resto la vicina Pontremoli, ha ospitato  non banali protagonisti della storia d’Italia.

E, se Pontremoli, può vantarsi  di aver ospitato, sia pur per breve tempo, personaggi quali Castruccio Castracani, Carlo V, Pier delle Vigne, etc. Mulazzo, come abbiamo già detto, può ben rivendicare di avere avuto fra i suoi illustri ospiti, addirittura, e per un periodo relativamente lungo, quello che viene unanimemente riconosciuto come il padre della lingua italiana: Dante Alighieri.

E se sarebbe senz’altro un’esagerazione affermare che Dante non avrebbe scritto la sua opera maggiore, La Divina Commedia, qualora non avesse soggiornato a Mulazzo, altrettanto ingiusto sarebbe  sottacere che una parte di quest’opera  è stata composta proprio in questo luogo.

E nella stessa si evidenziano aspetti del mondo mercantile e affaristico proprio della  borghesia comunale ma anche  delle giurisdizioni feudali insediate sui versanti appenninici Lunigianesi.

Ma Dante in quel periodo non si limitò a scrivere.

Ricambio l'ospitalità generosamente offertagli svolgendo anche funzioni diplomatiche.

E, in tale ruolo, per conto del Marchese Franceschino Malaspina,  esercitò anche la mediazione tra le fazioni dei Vescovi di Luni e i Malaspina di Castelnuovo.

Del resto, possiamo affermare con certezza che Dante apprezzò l'ospitalità offertagli a Mulazzo.

Infatti, nell'opera che lo ha reso imperituro, La Divina Commedia, precisamente nei versi 109-139 dell' VIII canto del pugatorio, il sommo poeta, manifesta una riconoscenza non banale verso coloro che lo avevano accolto in questa terra, evidenziandone i molti pregi.

La casa di dante

Di tutto ciò oggi a Mulazzo rimangono interessanti testimonianza in quella che è chiamata “la casa di Dante”.

Una struttura culturale polivalente allestita per celebrare lo speciale rapporto tra Dante e la Lunigiana.

La struttura  è costituita dall’intero piano nobile dell’ultima casa-torre rimasta della cinta muraria del borgo storico medievale (sec. XIII). Una splendida trifora rinascimentale e il massiccio solaio in legno (sul quale sono ancora visibili ampie tracce dei fregi pittorici del ‘500) rendono particolarmente fascinosa la visione d’insieme dell’ambiente.

Mulazzo quindi oltre a essere un bel borgo può rappresentare anche uno stimolo ad abbandonare, per qualche sera la TV, spingendoci a riscoprire un'opera che ha mantenuto la propria attualità anche dopo circa 700 anni dalla sua scrittura.



- - - http://bedandbreakfastpontremoli.it/ 2016-03-27 always 1.0