La fortezza della Brunella: un luogo amato dagli abitanti di Aulla ...e non solo da loro!

Aulla: la fortezza della Brunella

Esistono luoghi con i quali una comunità si identifica.

Per Aulla questo luogo è rappresentato dalla fortezza della Brunella.

Entrando in Aulla non si può fare a meno di notarla.

Sopra un'altura, domina questa cittadina infondendo, nello stesso tempo, ai suoi abitanti, un senso di sicurezza protettiva.

Si tratta infatti di una imponente struttura militare eretta molti secoli or sono, in tempi molto più pericolosi degli attuali, a protezione del centro abitato che ad Aulla si è andato costituendo nel punto in cui il fiume Magra e l'Aulella uniscono le loro acque.

In principio, collocata in alto, massiccia, ben strutturata e presto armata di cannoni rappresentava un baluardo difensivo pressochè inespugnabile.

Oggi, persa questa sua funzione militare, si è trasformata in un luogo di visita ma anche di passeggiate rilassanti nel parco. Uno spazio in cui è sempre piacevole trascorrere qualche ora all'aria aperta nelle giornate di sole.

L'edificazione della fortezza della Brunella

La Brunella, come viene confidenzialmente chiamata, ha natali incerti.

In essa qualificati esperti hanno ritenuto di individuare alcun caratteristiche costruttive che porterebbero ad attribuire ad Antonioi Sangallo la sua costruzione.

Quest'ultimi infatti era uno dei più conosciuti costruttori di fortezze militari  tra la fine del ‘400 e la prima metà del ‘500 e si era costruito una fama apportando modifiche in grado di agevolare l'utilizzo dei cannoni che, in quel periodo, andava affermandosi.

La committenza

In merito alla committenza, poi, la paternità è ancora più incerta.

Sotto questo aspetto le ipotesi più accreditate sono 3:

1) Jacopo Ambrogio Malaspina.

Un'abile politico con acuta inclinazione urbanistica, ricordato per i suoi pregi ma, ancor di più per un suo difetto poco apprezzato, in una terra fortemente ancorata al rispetto degli impegni ed al senso dell'onore.

Egli, così si dice ed anzi è diventato quasi proverbiale, aveva infatti una scarsa propensione a saldare i propri debiti.

Talche ancor oggi, nel momento in cui un aullese si appresta a far credito a qualcuno, accompagna questo atto di fiducia con una raccomandazione. Questa:- guarda d' non far com'Ambrogio!.-

E non è il solo caso in cui questo antesignano di tanti odierni malandrini viene ricordato.

Infatti, il solito Malaspina, riuscì anche ad ottenere un cospicuo prestito dal comune di Sarzana, motivandolo con la esigenza di costruire un ponte sul fiume Aulella, al fine di agevolare i traffici sulla via Francigena.

Il ponte non venne mai realizzato e, parimenti, il prestito non fu mai restituito.

Da allora, quando un lunigianese si lagna per un credito inesigibile, non di rado si sente rivolgere l’ironico invito di andare a recuperare i propri soldi…al ponte di Aulla.

  1. Giovanni de’ Medici, capitano di ventura meglio conosciuto come “Giovanni dalle bande nere”. Irruente e pugnace condottiero. A detta di Niccolò Machiavelli: l'unico capace di difendere gli stati italiani dalla discesa di Carlo V.
  2. Adamo Centurione, uomo d’affari genovese, che, se non proprio il committente, sembra essere colui che attrezzò la fortezza della Brunella con numerosi pezzi di artiglieria.

La metamorfosi della fortezza

Col passare dei secoli ed il modificarsi delle strategie militari, anche la fortezza della Brunella, subì una metamorfosi, quasi da contrappasso.

Le sue stanze non videro più armi, eserciti, battaglie. O meglio, battaglie sì ma ...di ben altro tipo.

Fu infatti presa in affitto nel 1903 da due giovani e innamorati, rampolli della buona borghesia inglese, Aubrey Waterfield, pittore ai tempi abbastanza quotato e Lina Dulf-Gordon, giornalista e scrittrice.

I due affascinati dalla Lunigiana, appena convolati a nozze, decisero  di stabilire ad Aulla la loro dimora.

Inizialmente affittarono la fortezza, ma poi, resisi conto della piacevolezza che derivava loro dal vivere in questo luogo non esitarono ad acquistarla e ad apportare importanti modifiche, tese ad ingentilirlo.

Realizzarono al suo interno un giardino pensile, oggi purtroppo andato perduto, mentre all’esterno crearono un suggestivo parco per il quale, peraltro con grande liberalità, lasciarono libero accesso a tutti coloro che avessero voluto goderne.

La fortezza della Brunella acquistata dagli inglesi

Oggi, la Fortezza della Brunella è divenuta proprietà dello Stato, e in quelle stesse sale dove la figlia di questi due inglesi, Carinthia Waterfield, giornalista e scrittrice, ospitò poeti, pittori e letterati, tra i quali D. Lawrence con la moglie Frida, è stato allestito il Museo che descrive la varietà dei paesaggi di Lunigiana: dalle vette di marmo delle Apuane, alle colline, alle aree fluviali.

Nel parco impiantato da Aubrey e Lina si snoda ora un interessante percorso botanico ed una piccola porzione è stata destinata a cimitero per piccoli animali domestici.

Del carattere dei lunigianesi

In ultimo un anedotto: l’8 luglio 1908, Luciano Magrini, pubblicista,inviò una lettera all’allora sindaco di Aulla nella quale affermava di essere in procinto di scrivere una monografia su Aulla che avrebbe voluto arricchire con documenti fotografici e pertanto, chiedeva l’invio di fotografie relative alla fortezza della Brunella.

Nella risposta, che ricevette il 15 luglio, gli veniva laconicamente comunicato che il comune non disponeva di fotografie della Brunella e neppure era in grado di procurarsene.

In sostanza veniva invitato a non rompere le scatole con le sue monografie!

Ecco, in questo piccolo episodio io credo sia racchiusa la chiave interpretativa del fatto che la Lunigiana, ricca di storia, di bellezze naturali, di tradizioni gastronomiche, con diverse decine, c’è chi dice siano cento, di castelli distribuiti sul suo territorio, fatica a trovare la visibilità turistica che, le caratteristiche sopra elencate, sembrerebbero doverle garantire. 

Come dire? Il marketing territoriale non è nel DNA dei lunigianesi! Il che non è del tutto negativo: chi viene in Lunigiana trova un territorio autentico, certamente non contaminato da ruffianerie commerciali.

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